copertina "Maestoso è l'abbandono"
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Prendere le distanze dal mondo, e sentirsene sempre più parte.Questa è la storia di una donna, e del suo pensiero magico, che giorno dopo giorno le si attacca addosso. La storia di quello che si nasconde tra le pieghe del reale ed è invisibile. La incontriamo, dopo troppi campari, davanti a una porta chiusa, alle prese con un addio maldestro e poetico: la decisione di abbandonare, dopo anni – secoli? – di sensi di colpa e compassione, di fallimenti e rimpianti, un uomo al quale non crede più. «Mi capita di aspettarlo ancora, azzero per un momento la vastità dei fenomeni incomprensibili ed entro di nuovo lì, dove si poteva credere a tutto e io venivo fermata, risarcita, protetta.» Alla psicoanalisi si sostituisce l’incanto, e poi alcuni incantesimi, piccoli riti magici, scintille astrali, tutto ciò che non ha ancora un nome, fa un po’ di luce, non è divino, ed è per questo indicibile. E infine, al pari di un’iniziazione, l’amore incondizionato per un uomo assurdo, poetico, scostante, la cui ritrosia somiglia a una cura. Scritto in una lingua eterea e luminosa, Sara Gamberini ci consegna un esordio poetico e sussurrato, che assomiglia a un fuoco, alla corsa di una volpe nel bosco, a un bacio sul collo, all’incanto delle costellazioni.

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